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L’addominoplastica per correggere la diastasi dei retti
L’addominoplastica per correggere la diastasi dei retti
Non sempre l’addominoplastica viene richiesta per correggere inestetismi puramente estetici. Infatti, è uno degli interventi risolutivi per una problematica piuttosto comune: la diastasi dei retti. Di cosa si tratta esattamente e in che modo la chirurgia estetica può diventare anche terapeutica, in questo caso?
Diastasi dei retti addominali: cos’è?

La diastasi dei retti è una vera e propria malformazione muscolare che interessa molti più individui di quanto non si pensi. Può essere molto lieve, quindi quasi invisibile a occhio nudo oppure parecchio marcata. In questo caso può creare estremo disagio in quanto si nota, anche da vestiti. La diastasi non può essere corretta semplicemente con dieta e fitness tonificante, nonostante sia importante, prima di rivolgersi al chirurgo estetico, raggiungere un peso-forma adeguato e allenarsi costantemente per cercare di mantenere più tonico possibile il muscolo.
Tipologie di diastasi dei retti
Nello specifico, la diastasi è la divisione dei muscoli addominali. Il muscolo appare diviso a metà e flaccido. Se coesiste anche un eccesso di adipe o di pelle, l’addome può ricadere verso il basso, dando vita all’inestetismo comunemente chiamato “pancia a grembiule“.
La diastasi dei retti può essere classificata in due modi:
- congenita (fenomeno estremamente raro), ossia da sempre presente e poi diventata più marcata in seguito a sovrappeso oppure obesità;
- post traumatica. E’ il caso in cui la muscolatura addominale si divide in seguito a intervento all’addome o in fase post-parto.
La diastasi si può curare senza chirurgia?
La risposta è no. Una volta che il muscolo addominale si è “strappato” e diviso è molto difficile ottenere ottimi risultati esclusivamente grazie alla forza di volontà. Questo perché parliamo di adipe e muscolo ormai “non più reattivo” e, spesso, anche di diversi chili di pelle cadente. Quindi, questo tipo di problematica può essere risolto in maniera efficace esclusivamente ricorrendo all’addominoplastica.
Tuttavia
Prima di chiedere l’aiuto del chirurgo estetico, onde evitare che quest’ultimo debba rifiutarsi di eseguire l’intervento perché troppo rischioso, è importante:
- seguire una dieta, se si è in sovrappeso o in condizione di obesità, per raggiungere il peso forma;
- mantenere comunque un buon livello di attività fisica per tonificare più possibile il muscolo. Questo sano atteggiamento sarà importante soprattutto dopo essersi operati, per mantenere i risultati raggiunti.
La diastasi dei retti è semplicemente un inestetismo?
No. Nel caso di pazienti con diastasi non è corretto parlare di intervento puramente estetico. Senza dubbio, correggere il problema porterà ad avere un addome decisamente più bello. Ma la muscolatura divisa sull’addome può dar luogo a una serie di problemi patologici con i quali può diventare difficile convivere.
Ad esempio
- riscontri negativi sulla postura e, a lungo andare, sulla colonna verticale. Un addome che pende verso il basso e pesa non permette di muoversi e deambulare correttamente;
- infezioni dermatologiche e irritazioni, soprattutto laddove si formano le pieghe;
- maggior rischio cardiovascolare a causa del grasso viscerale impossibile da mobilitare con dieta e sport;
- rallentamento e inficio delle performance sportive, soprattutto in coloro che, a esclusione dell’addome, sono in forma e praticano attività a un buon livello;
- nei casi più gravi compromissione delle funzioni fisiologiche, con possibile incontinenza urinaria e anche fecale nei casi più complessi.
La diastasi va sempre corretta chirurgicamente?

Non necessariamente, soprattutto se è molto lieve, poco visibile e non comporta disagio psicologico o patologie oggettive. Tuttavia, se invece parliamo di un problema piuttosto importante è sempre bene intervenire e correggerlo, per evitare problemi sul medio e lungo termine.
L’addominoplastica è risolutiva?
In caso di diastasi, l’addominoplastica è senza dubbio la scelta chirurgica d’elezione.
Come funziona
- Il chirurgo incide l’addome.
- Se necessario, abbina all’addominoplastica una liposuzione, per eliminare il grasso in eccesso.
- Viene eliminata la pelle eccedente.
- Si lavora sul muscolo, ricompattandolo e restituendogli la forma originale.
- La sutura sarà eseguita avendo cura di tirare più possibile la pelle, così da eliminare anche segni e smagliature.
- Se necessario si riposizionerà l’ombelico.
Dopo l’addominoplastica
Il muscolo avrà nuovamente la sua forma anatomica corretta. Questo comporterà un netto miglioramento a livello estetico, donando al/la paziente un addome piatto, liscio e senza l’antiestetica linea divisoria. A questo punto la muscolatura avrà anche riacquistato tutta la sua potenzialità. Quindi, a tempo debito, dopo la convalescenza, potrà essere allenato normalmente per migliorarlo e tonificarlo, ottimizzando al massimo i risultati ottenuti con la chirurgia.
Dopo l’intervento può ricomparire la diastasi dei retti?
In linea generale no, nel senso che una volta che il muscolo è stato ricompattato non ci sono motivi per cui si debba dividere.
A meno che
- non si torni a una condizione di grave obesità, che potrebbe innescare nuovamente la divisione muscolare a causa del peso eccessivo;
- si partorisca nuovamente, in quanto il parto è uno dei fattori di rischio maggiore per la diastasi, soprattutto se in gravidanza si acquistano troppi chili;
- ci si debba sottoporre a un intervento addominale per altri motivi e, per incidere, il chirurgo sia costretto a lacerare il muscolo addominale.
Quanto costa l’addominoplastica per la correzione della diastasi?
I prezzi della chirurgia estetica sono sempre molto variabili perché ogni caso è a sé e implica un gesto chirurgico e un tempo di impegno da parte del chirurgo specifico.
Il costo dell’addominoplastica per diastasi varia in base a:
- la gravità del problema;
- la necessità o meno di abbinare all’addominoplastica altre pratiche, ad esempio la liposuzione;
- la competenza del chirurgo e il prestigio della struttura.
Cosa bisogna sapere sull’intervento
- Si pratica in anestesia totale, quindi bisogna risultare idonei, tramite check-up completo, a questa pratica medica.
- E’ necessario un ricovero, che può essere un semplice day hospital o comprendere anche una notte di osservazione.
- La cicatrice sarà posizionata, per quanto possibile, molto in basso, così da scomparire sotto la biancheria o il costume da bagno.
- Dopo l’intervento bisognerà portare una guaina chirurgica per un tempo variabile in base alla casistica soggettiva, in genere almeno 3-4 settimane.
- Dopo pochi giorni si può tornare alle proprie attività.
- Prima di tornare in palestra o piscina ad allenarsi bisognerà attendere almeno un mese.
- Se si è donne e si pensa di desiderare altre gravidanze è consigliabile aspettare e sottoporsi all’intervento dopo averle portate a termine. Questo perché un parto potrebbe vanificare il risultato e far tornare al punto di partenza.
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